{"id":1274,"date":"2015-01-01T11:07:59","date_gmt":"2015-01-01T10:07:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pvalfreddanasud.it\/?p=1274"},"modified":"2015-01-03T09:53:49","modified_gmt":"2015-01-03T08:53:49","slug":"commento-alle-letture-ii-domenica-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pvalfreddanasud.it\/?p=1274","title":{"rendered":"Commento alle letture II Domenica di Natale"},"content":{"rendered":"<p>La liturgia di questa domenica continua ad aiutarci nella riflessione del mistero dell\u2019Incarnazione.<br \/>\nLa prima lettura ci presenta la Sapienza di Dio che, personificata fa il suo elogio. Si presenta a noi come esistente dall\u2019inizio e uscita dalla bocca dell\u2019Altissimo riportandoci cos\u00ec ai primordi della creazione<!--more-->. La Sapienza \u00e8 parola che prende sempre pi\u00f9 corpo. La parola all\u2019inizio era pietra perch\u00e9 dopo essere stata scritta nella creazione \u00e8 stata scritta sulla pietra (cfr. le tavole della Legge) esterna al cuore dell\u2019uomo e poi diventa voce perch\u00e9 entri nel cuore degli uomini. Questo processo di crescita della Parola guidata dalla Sapienza per andare verso il suo compimento ha bisogno di testimoni perch\u00e9 ogni testimone che ha accolto dentro di s\u00e9 la parola di Dio diventa egli stesso testimone di questa stessa Parola fino al punto culminante dell\u2019Incarnazione: \u201cVenne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce perch\u00e9 tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce\u201d.<br \/>\n\u201cVeniva nel mondo la luce vera\u201d cos\u00ec il prologo del Vangelo di Giovanni ci presenta Ges\u00f9: Luce che illumina le nostre tenebre dall\u2019interno: \u201cE il Verbo si fa carne e venne ad abitare in mezzo a noi\u201d riportandoci cos\u00ec alla prima lettura in cui la Sapienza pianta la sua tenda in Giacobbe. Dio si presenta come il Dio con noi, un Dio che ci ama, che cammina con noi. \u201c Cos\u00ec il Natale ci rivela l\u2019amore immenso di Dio per l\u2019umanit\u00e0. Da qui deriva anche l\u2019entusiasmo, la speranza di noi cristiani, che nella nostra povert\u00e0 sappiamo di essere amati, di essere visitati, di essere accompagnati da Dio; e guardiamo al mondo e alla storia come il luogo in cui camminare insieme con Lui e tra di noi, verso i cieli nuovi e la terra nuova. Con la nascita di Ges\u00f9 \u00e8 nata una promessa nuova, \u00e8 nato un mondo nuovo, ma anche un mondo che pu\u00f2 essere sempre rinnovato. Dio \u00e8 sempre presente a suscitare uomini nuovi, a purificare il mondo dal peccato che lo invecchia, dal peccato che lo corrompe. Per quanto la storia umana e quella personale di ciascuno di noi possa essere segnata dalle difficolt\u00e0 e dalle debolezze, la fede nell\u2019Incarnazione ci dice che Dio \u00e8 solidale con l\u2019uomo e con la sua storia. Questa prossimit\u00e0 di Dio all\u2019uomo, ad ogni uomo, ad ognuno di noi, \u00e8 un dono che non tramonta mai! Lui \u00e8 con noi! Lui \u00e8 Dio con noi!.\u201d ( Papa Francesco Angelus 5 gennaio 2014)<br \/>\nEcco allora delinearsi nella seconda lettura il solenne inno di benedizione che apre la lettera agli Efesini. In questo inno c\u2019\u00e8 un costante filo di lode che sale dall\u2019umanit\u00e0 a Dio celebrato come \u201cil Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u201dmuovendo dall\u2019opera salvifica del Figlio. E\u2019 per questo che centrale \u00e8 la figura di Cristo nella quale si svela e si compie l\u2019opera di Dio Padre.<br \/>\nInfatti i tre verbi principali ci conducono sempre al Figlio: \u201cDio ci ha scelti in Lui\u201d: \u00e8 la nostra elezione ad essere suoi figli come iniziativa libera e gratuita di Dio e questo sin dal principio. Infatti dall\u2019eternit\u00e0 siamo davanti agli occhi di Dio ed Egli ha deciso di salvarci. Il secondo verbo : \u201cla grazia che ci ha gratificato\u201d: questa grazia che il Padre ci dona nel Figlio precede ogni nostra risposta umana ed \u00e8 manifestazione gratuita del suo amore che ci avvolge e ci trasforma. Il terzo verbo ha per oggetto la grazia divina che \u00e8 stata abbondantemente riversata su di noi. E\u2019 un verbo di pienezza, di eccesso di donazione. Attraverso questi verbi cogliamo i doni che ci vengono offerti: prima di tutto la Redenzione e l\u2019effusione ampia ed efficace della \u201csapienza e intelligenza da parte di Dio che svela al credente il mistero della sua volont\u00e0, quella cio\u00e8 di ricapitolare in Cristo tutte le cose. In Cristo converge e acquista senso tutto l\u2019essere creato. Nella pienezza dei tempi, quando Ges\u00f9 ritorner\u00e0 egli presenter\u00e0 se stesso al Padre, poi noi e tutta la creazione come afferma S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi: \u201cOgnuno per\u00f2 al suo posto: prima Cristo, che \u00e8 la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sar\u00e0 la fine, quando egli consegner\u00e0 il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza\u201d.<\/p>\n<p>Sorelle Clarisse<br \/>\nMonastero San Micheletto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La liturgia di questa domenica continua ad aiutarci nella riflessione del mistero dell\u2019Incarnazione. La prima lettura ci presenta la Sapienza di Dio che, personificata fa il suo elogio. 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