{"id":1688,"date":"2016-01-14T11:35:11","date_gmt":"2016-01-14T10:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pvalfreddanasud.it\/?p=1688"},"modified":"2016-01-14T11:35:11","modified_gmt":"2016-01-14T10:35:11","slug":"commento-alle-letture-della-ii-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pvalfreddanasud.it\/?p=1688","title":{"rendered":"Commento alle letture della II Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p>Oggi la liturgia ci propone il Vangelo delle Nozze di Cana, un episodio narrato da Giovanni, testimone oculare del fatto. Questo episodio \u00e8 stato collocato in questa domenica che segue immediatamente il tempo di Natale perch\u00e9 insieme con la Visita dei Magi e con il Battesimo di Ges\u00f9 forma la trilogia dell\u2019epifania, della manifestazione di Cristo.<!--more--> Quello delle nozze di Cana \u00e8 \u201cl\u2019inizio dei segni\u201d, cio\u00e8 il primo miracolo compiuto da Ges\u00f9 con il quale Egli manifest\u00f2 in pubblico la sua gloria suscitando la fede dei suoi discepoli. Quindi \u00e8 chiaro che agli occhi dell\u2019evangelista quello che accade a Cana \u00e8 molto di pi\u00f9 che la semplice soluzione di una difficolt\u00e0 familiare o una difficolt\u00e0 di questa festa di nozze e ci segnala che il racconto \u00e8 ricco di simboli, che il linguaggio a cui Giovanni ricorre \u00e8 un linguaggio simbolico e quindi va interpretato, va compreso al di l\u00e0 di quello che \u00e8 la sua pi\u00f9 immediata apparenza, la sua pi\u00f9 immediata comprensione.<br \/>\nUna festa, anche una festa di nozze, l\u2019amore tra un uomo e una donna, l\u2019acqua, il vino, l\u2019accorgersi di una mancanza, il prendersene cura, una parola che istruisce, un\u2019obbedienza che accoglie questa parola, in fondo sono tutte realt\u00e0 che costituiscono il tessuto ordinario della nostra vita e che per\u00f2 diventano segno, mediazione di una realt\u00e0 molto pi\u00f9 profonda: la gloria stessa di Dio che si rende presente e si manifesta nella ferialit\u00e0 della nostra vita. E\u2019 il vedere come nell\u2019ordinariet\u00e0 della nostra vita si rende presente il mistero di Dio che trasforma anche le esperienze pi\u00f9 ordinarie che possiamo vivere perch\u00e9 le rende luogo della sua presenza, della sua rivelazione.<br \/>\nL\u2019 intervento di Ges\u00f9 viene sollecitato dalla Madre di Ges\u00f9 che, per prima, si accorge di quello che manca a questa festa, \u201cNon hanno vino\u201d. Il problema non \u00e8 che viene a mancare del vino, il problema \u00e8 che ci sono delle persone che non hanno vino, che ci sono anzitutto questi due sposi che non hanno vino, e poi insieme a loro ci sono anche gli altri invitati alla loro festa che non hanno vino. Quindi c\u2019\u00e8 qualcosa che manca alla festa, alla gioia degli uomini. E\u2019 la nostra vita, non semplicemente il banchetto, \u00e8 la nostra vita ad essere priva di qualcosa di essenziale.<br \/>\nL\u2019accento della frase cade piuttosto su un\u2019assenza, su una mancanza alla quale appare difficile porre rimedio e soprattutto non si tratta di tornare indietro per recuperare qualcosa che prima c\u2019era e che adesso \u00e8 venuto a mancare: occorre qualcosa di nuovo, qualcosa che non c\u2019\u00e8 mai stato e solamente Ges\u00f9 pu\u00f2 donare.<br \/>\n\u00abQuale insegnamento possiamo ricavare dal mistero delle Nozze di Cana? Il banchetto \u00e8 un\u2019icona della Chiesa al centro c\u2019\u00e8 Ges\u00f9 misericordioso che compie il segno, \u00e8 lui il vero Sposo e intorno a lui ci sono i discepoli, le primizie della nuova comunit\u00e0 e vicino a Ges\u00f9 e ai suoi discepoli c\u2019\u00e8 Maria Madre provvidente e orante. Maria partecipa alla gioia della gente comune e contribuisce ad accrescerla; intercede presso suo Figlio per il bene degli sposi e di tutti gli invitati. E Ges\u00f9 non ha rifiutato la richiesta di sua Madre: Maria ha gli occhi vigili e buoni come suo Figlio, il cuore materno e pieno di misericordia come Lui. Questo ci riempie d fiducia e ci fa aprire alla grazia e alla misericordia di Cristo. Nella sollecitudine di Maria si rivela la tenerezza di Dio.<br \/>\nNella scena ad avere un ruolo importante oltre a Ges\u00f9 e a sua Madre ci sono i servitori che ricevono da lei questa indicazione: \u201cqualsiasi cosa vi dica fatela\u201d. Il miracolo \u00e8 opera di Ges\u00f9, ma egli vuole servirsi dell\u2019aiuto umano per compierlo. Avrebbe potuto far apparire direttamente il vino nelle anfore, ma vuole contare sulla collaborazione umana e chiede ai servitori di riempirle di acqua. Questi personaggi anonimi del Vangelo ci insegnano tanto: non soltanto obbediscono, ma obbediscono generosamente: riempiono le anfore fino all\u2019orlo. Si fidano della Madre, fanno subito e bene ci\u00f2 che viene loro richiesto, senza lamentarsi, senza calcoli.<br \/>\nSe sapremo seguire la voce di Colei che dice anche a noi \u201cqualsiasi cosa vi dica fatela\u201d Ges\u00f9 trasformer\u00e0 sempre l\u2019acqua della nostra vita in vino pregiato\u00bb. (cfr Papa Francesco, Messaggio per la giornata mondiale del malato2016, in OR 16 settembre 2015)<\/p>\n<p>Sorelle Clarisse<br \/>\nMonastero S. Micheletto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la liturgia ci propone il Vangelo delle Nozze di Cana, un episodio narrato da Giovanni, testimone oculare del fatto. 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