{"id":2241,"date":"2017-07-13T09:40:29","date_gmt":"2017-07-13T07:40:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pvalfreddanasud.it\/?p=2241"},"modified":"2017-07-13T09:40:29","modified_gmt":"2017-07-13T07:40:29","slug":"xv-domenica-t-o","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pvalfreddanasud.it\/?p=2241","title":{"rendered":"XV Domenica T.O."},"content":{"rendered":"<p>La liturgia di questa domenica ci porta a contemplare la natura, una natura particolare che ha per terreno l\u2019uomo, per seminatore Dio e per seme la parola.<br \/>\nLa prima lettura mette in rilievo una caratteristica della Parola di Dio: la sua efficacia.<!--more--> Per coloro ai quali si rivolgeva il profeta Isaia questo era particolarmente vero: uomini che lottavano con il deserto e ne conoscevano l\u2019aridit\u00e0, uomini per i quali la pioggia era sinonimo di vita: dove cade la Parola di Dio germoglia dunque la vita, essa non scivola via mai invano.<br \/>\nIl brano evangelico ci fa fare un passo avanti perfezionando l\u2019affermazione di Isaia.<br \/>\nLa parabola del seminatore \u00e8 l\u2019unica presente in tutti i Sinottici e di cui Ges\u00f9 stesso ne d\u00e0 l\u2019interpretazione.<br \/>\nCon questa e le parabole successive Ges\u00f9 spiega ai discepoli il mistero della sua vita e del Regno di Dio.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il seminatore che \u00e8 uscito a seminare in abbondanza il seme della parola. Lui \u00e8 anche il seme, noi il terreno. Ma questo seminatore \u00e8 un seminatore particolare: non sceglie i terreni, non fa preferenze di persone, ma ugualmente getta generosamente con la sua mano sulla strada, su un luogo sassoso, sulle spine e sulla terra buona. Infatti la parabola attira l\u2019attenzione sul lavoro del seminatore &#8211; un lavoro abbondante, senza misura, senza paura dello spreco. Egli manifesta la propria improvvida provvidenza spargendo a larghe mani la sua semente su ogni terreno, senza porsi domande, e ancor meno dubbi, circa la capacit\u00e0 del terreno di accogliere la semente e di renderla feconda. Gettare la semente nel terreno \u00e8 sempre un atto di speranza; spargerla a piene mani \u00e8 gesto di fiducia; spargerla senza porsi interrogativi circa la qualit\u00e0 del terreno \u00e8 atto di fiducia illimitata. Cos\u00ec agisce chi vive la certezza che non esiste campo irrimediabilmente sterile, non esiste terreno umano assolutamente infecondo. E dunque bisogna seminare sempre, ovunque e senza risparmio. Importante \u00e8 seminare nel cuore di chiunque.<br \/>\nMa come pu\u00f2 il seme della Parola portare frutto? Bisogna mettersi di buona lena: ciascuno, scrive san Paolo, ricever\u00e0 la ricompensa secondo il proprio lavoro (1Cor 3,9). E dava frutto quale il cento, il sessanta il trenta: seminare \u00e8 per Dio sempre un atto di fede nel seme e nel terreno nell\u2019esercizio della pazienza tipica dell&#8217;agricoltore. In media in Palestina un sacco di grano seminato ne dava 7 o 8, al massimo 11 o12. Un sacco ne d\u00e0 trenta? \u00c8 un&#8217;esagerazione! uno sessanta. \u00c8 impossibile! uno cento. \u00c8 un\u2019assurdit\u00e0!<br \/>\nUn terreno \u00e8 buono, secondo questa parabola, non in quanto riceve il seme, ma in quanto gli permette di germogliare e di crescere, secondo la vita che porta in s\u00e9. Il terreno buono \u00e8 in realt\u00e0 quello che ha qualcosa in meno degli altri terreni: non ha impedimenti \u00e8 vuoto, libero, essenziale. Terra aperta che non oppone resistenza e si lascia fecondare, abitare dalla vita che irrompe e chiede spazio. Tutto ci\u00f2 che ingombra, arresta la vita, sacrifica la crescita del seme.<br \/>\nMa accogliere la Parola e comprenderla non \u00e8 facile: perch\u00e9 parli loro in parabole?, chiedono i discepoli al Maestro. Perch\u00e9 la Parola di Dio seminata e le parabole non rimangano un rebus indecifrabile, ma il frutto che cresce nella nostra vita, bisogna aprire gli orecchi, gli occhi e il cuore al Signore, avvicinarsi e ascoltarlo.<br \/>\nE\u2019 questa accoglienza della Parola che crea un mondo nuovo libero dagli squilibri e lo orienta verso il piano di Dio come ci dice la seconda lettura: \u201cla creazione, infatti \u00e8 stata sottoposta alla caducit\u00e0 \u2013 non per sua volont\u00e0, ma per volont\u00e0 di colui che l\u2019ha sottoposta \u2013nella speranza che anche la stessa creazione sar\u00e0 liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Sorelle Clarisse<br \/>\nMonastero S. Micheletto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La liturgia di questa domenica ci porta a contemplare la natura, una natura particolare che ha per terreno l\u2019uomo, per seminatore Dio e per seme la parola. 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