DOMENICA XXXIII DELTEMPO ORDINARIO – ANNO C
Le Letture della Messa di questa Domenica sono un invito a riflettere e a considerare, più che la fine del mondo, il fine della vita dell’uomo e degli uomini sulla terra. Non hanno lo scopo di mettere paura e di generare angoscia, ma piuttosto quello di far vivere meglio il momento presente, senza ansie e turbamenti, ma con impegno serio nell’ usare il tempo in cui viviamo con responsabilità, nella speranza e nella fiducia che il Signore ci protegge. Nel Vangelo ci sono infatti diversi accenni ad un futuro che potrebbe turbare e preoccupare, ma Gesù dice espressamente:
“Badate di non lasciarvi ingannare…Quando sentirete parlare di guerre e rivoluzioni, non vi terrorizzate, non è subito la fine…Prima di tutto questo, vi perseguiteranno…Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa…Io vi darò parola e sapienza, cosicché i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto… Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. “
Nella II Lettura S.Paolo esorta i cristiani di Tessalonica a non vivere nell’ozio con la scusa dell’imminente ritorno di Cristo, nella prossimità della fine del mondo, ma ad impegnarsi seriamente e generosamente con fedeltà al loro lavoro, come ha fatto S,Paolo, assumendo le loro responsabilità sociali.
Anche nella I Lettura dal Profeta Malachia, c’è un seme di speranza: “ Per voi che avete timore del mio nome sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.” Questo richiamo “a causa dl mio nome” si trova anche nel Vangelo, a proposito delle persecuzioni ed è un garanzia della presenza del Signore, della sua assistenza e della sua protezione che salva e dona la vita.
Gi Ebrei chiedono a Gesù un segno di quando tutto questo accadrà, ma Gesù li porta a fare un salto di qualità. Essi ammirano le belle pietre e i doni votivi, ma Gesù dice che non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta. Gesù sposta l’accento al dopo, al di là delle pietre e del tempo, fissa il centro dell’obbiettivo dal presente al futuro, dalle realtà visibili a quelle invisibili, quelle vere ed eterne. Anche per noi si tratta di usare gli occhiali giusti, quelli che ci permettono di. vedere bene la realtà e la nostra vita alla luce della Parola di Dio. Occorre anzitutto pulire bene le nostre lenti e osservare la realtà vicina a noi, non tanto di volere vedere le cose future, ma di fissare lo sguardo sul tempo presente, con le sue attese, vivendo giorno per giorno con fedeltà e responsabilità, senza fughe nel passato o in avanti nel futuro. Si potrebbe fare anche l’esempio della macchina fotografica, che va regolata per mettere bene a fuoco le immagini e vederle bene nei particolari, nei loro contorni e colori. Il tempo che il Signore ci concede di vivere è un dono della sua bontà, ritagliato a nostra misura, perché lo viviamo personalmente, con amore, gratitudine, sincerità e umiltà, nella fedeltà al progetto che il Signore ha per la nostra vita, per guidarci con il suo aiuto e la sua protezione verso la pienezza della Vita vera ed eterna.
