“Preparate la via del Signore”: è questo l’appello che risuona forte nella liturgia odierna. Nell’attesa del Signore che viene siamo esortati a preparare il nostro cuore, la nostra vita, a spianare le strade per il nostro Dio. La venuta del Signore ci porta sempre ad un’apertura e ad un cambiamento, ad una purificazione del cuore e conversione per incontrarlo nella verità, accoglierlo con amore e ravvivare la nostra fede in Lui.
Nella prima lettura è il Signore stesso che per bocca del profeta Isaia chiama il suo popolo, dichiara la sua volontà di donare consolazione e salvezza: consolate il mio popolo, la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa scontata. Per questo Israele è invitato a preparare la via, a fare spazio al Signore perché possa venire a portare quanto ha promesso: la sua salvezza, la liberazione dalla schiavitù, il perdono per i peccati commessi di infedeltà all’alleanza.
“Nel deserto”: è il luogo dove Israele è stato costituito popolo di Dio e dove si conclusa l’alleanza, terra di fidanzamento e di conoscenza del Signore, ma anche terra arida e di prova. Qui Israele ha sperimentato la presenza di Dio, la sua gloria nei prodigi da Lui compiuti, la sua premura paterna, ma ha anche visto il proprio peccato, ha provato il proprio bisogno di perdono e di crescita nella fede. Il popolo è ora chiamato a fare memoria dell’esperienza del deserto, anzi a tornarvi per preparare lì una strada al Signore che viene, rendere piani i terreni accidentati per accoglierlo con umiltà e gioia. Il Signore che viene è il pastore che raduna il suo popolo, che lo conduce e ha cura di esso: porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”. E’ questa la premura paterna di Dio che leggiamo anche nella seconda lettura “Egli è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiamo a pentirsi”. Il tempo dell’attesa è spazio di salvezza per ognuno, è il tempo della misericordia e della pazienza di Dio: Egli attende che ogni uomo si converta, prepari il proprio cuore alla sua venuta, viva nella ricerca del bene “nella santità della condotta e nelle preghiere”. E’ questo l’atteggiamento di conversione e di attesa, capace di affrettare la venuta del Cristo. Il Signore verrà ne siamo certi: con questa professione di fede inizia il Vangelo di Marco proposto dalla liturgia di oggi. Il Vangelo, la buona notizia è il Signore Gesù riconosciuto e accolto come il Cristo, il Figlio di Dio venuto per la nostra salvezza.
Giovanni Battista, la figura profetica con la quale inizia questo Vangelo, è la voce che invita alla conversione, egli è figura di colui che attende senza posa la salvezza. Con la sua condotta di vita sobria e austera è immagine di chi cerca in Dio l’unico vero bene, è il penitente che si riconosce peccatore e sa di avere bisogno di perdono. E’ questo il modo per preparare la via al Signore raddrizzare i sentieri della nostra vita e riconoscersi bisognosi di salvezza, di Dio stesso. Giovanni predica un battesimo di conversione per il perdono dei peccati e annuncia la venuta del Cristo Colui che vi battezzerà in Spirito Santo e ci renderà per sempre figli di Dio.
Sorelle Clarisse San Micheletto
