Siamo prossimi all’inizio del tempo di quaresima e la Parola di Dio pare precederci per inaugurarlo attraverso un miracolo di Gesù:la guarigione di un lebbroso, guarigione che come sempre è preceduta da una disposizione interiore che è la fede. Ha molto coraggio questo lebbroso ad inserirsi tra la folla che circonda Gesù e conosce bene la normativa di Mosè riguardante questo male codificata nel libro del Levitico: Ma la fede non guarda a schemi, diventa solo preghiera e supplica:C’è solo un brevissimo dialogo tra questo lebbroso prostrato che prega e Gesù che risponde:” Signore, se vuoi puoi sanarmi”; lo voglio, sii sanato. E alla supplica segue la guarigione immediata. E se Gesù non avesse voluto guarirlo? La domanda è rischio,ma è tanta e tale la fiducia di quest’uomo che non si pone tante domande:parte sicuro e la risposta di Gesù è immediata, non solo, ma da quale esperto della legge di Mosè ,Gesù ordina a quest’uomo di eseguirne le prescrizioni:”non lo dire a nessuno, ma va a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta come testimonianza della tua avvenuta guarigione.”
La lebbra:ho riflettuto su questa malattia che devasta lentamente il corpo fino a sfigurarlo: è terribile,eppure c’è un altro tipo di lebbra che devasta gradualmente l’anima ed è il peccato.: La lebbra fa perdere la sensibilità alle membra,il peccato rende pian piano insensibile l’anima alla grazia. Anche per noi l’atteggiamento del lebbroso è pedagogico:non aver paura della folla,cioè non mettere come scusante il fatto che non siamo degni e chissà se…ma aprire il cuore alla speranza e alla certezza di quella Parola di Gesù:lo voglio sii sanato. Un’altra riflessione che viene spontanea è se la lebbra intacca solo qualcuno o è miseria che più o meno investe tutti. Sperimentare la propria miseria o la propria lebbra interiore:pensieri,sentimenti, frustrazioni, rabbie, ci fa sentire solidali gli uni con gli altri e quindi più misericordiosi. Del resto, Gesù è venuto per tutti e perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza, quindi, più ci sentiamo come quel lebbroso, più Gesù è disponibile a guarirci e più diventiamo compassionevoli verso il prossimo che forse ha una lebbra nascosta, ma ostentata, da una immagine che non corrisponde a verità e che solo la parola di Dio può portare alla luce.
