La Domenica dopo l’Epifania ci presenta il Battesimo di Gesù, a conclusione del Tempo natalizio, per significare la completa manifestazione del Mistero dell’ Incarnazione del Figlio di Dio, che ha assunto la nostra natura umana e si è fatto uomo come noi, si è unito totalmente all’umanità fino a prendere su di sé i peccati degli uomini. Gesù si unisce alla folla dei peccatori, di quanti, riconoscendosi peccatori, chiedono a Giovanni il battesimo di purificazione. Anche Gesù entra in mezzo a loro nelle acque del Giordano e riceve il battesimo da Giovanni, lui che non ha conosciuto il peccato e non poteva peccare. Gesù accetta consapevolmente questa umiliazione, che lo rende vicino e simile agli altri uomini che riconoscono il loro peccato e scende con loro nelle acque. E’ un gesto profetico, che annuncia il vero lavacro che Gesù realizzerà e porterà a compimento con il suo sangue versato per tutti nella sua Passione e Morte, per purificare realmente gli uomini di tutti i tempi dai loro peccati, Il Vangelo di questa Domenica si inserisce bene in questo Anno della Misericordia. Gesù, entrando con gli uomini nel Giordano, apre l’ingresso nella verità e nella realtà della Misericordia che lava completamente i nostri peccati e ci ristabilisce nell’amicizia e nella relazione da figli di Dio. S.Paolo nella II Lettura annuncia: “Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo nuovo che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone…Egli ci ha salvato per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.” Nel libro della Genesi leggiamo che lo Spirito aleggiava sulle acque, nella creazione del mondo e nel Battesimo di Gesù “il cielo si aprì e discese su di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba. E venne una voce dal cielo: Te sei il Figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento.” Si potrebbe dire che è l’Epifania della Trinità, la sua manifestazione sulla terra. Il Padre mette il suo sigillo sul Figlio, che sta per compiere la sua opera nel mondo, e con la discesa dello Spirito su di lui lo consacra per la redenzione e la salvezza di tutti gli uomini. Le parole rivolte dal Padre al Figlio sono un piccolo spiraglio luminoso della misteriosa relazione di amore fra le Persone della SS.ma Trinità, una stupefacente rivelazione, tradotta in parole e sentimenti umani, del meraviglioso scambio di amore trinitario. Il Padre chiama il Figlio: l’amato, ed esprime la sua compiacenza su di lui, che sta per realizzare la salvezza dell’umanità ed inizia il suo cammino verso la Pasqua, per dare la sua vita nella Passione, Morte e Resurrezione. Le parole del Padre sono un invito anche per noi oggi, perché accogliamo il Figlio, il Salvatore del mondo, del nostro mondo, che prende su di sé i nostri peccati e li lava nel suo Sangue e nell’acqua dello Spirito. Entriamo anche noi con Gesù, che ha detto: “Io sono la porta”, nella Misericordia del Padre che ci dona il perdono e la salvezza e immergiamoci con lui nell’acqua della vita eterna, con la fiduciosa certezza che anche noi siamo in lui i figli amati dal Padre. .
