Siamo ormai a metà della Quaresima e questa Domenica, chiamata Laetare, pone in evidenza la misericordia di Dio, il suo dono gratuito di riconciliazione offerto ad ogni uomo: è questo motivo di gioia. Siamo invitati a lasciarci raggiungere dall’abbraccio misericordioso del Padre, a lasciarci trasformare interiormente dalla sua bontà e dal suo perdono per divenire anche noi strumenti di riconciliazione: misericordiosi come il Padre.
La prima lettura, tratta dal libro di Giosuè, narra la prima Pasqua consumata del popolo di Israele nella terra di Canaan a conclusione dei 40 anni di pellegrinaggio nel deserto: la promessa di Jhwh inizia a compiersi, gli Israeliti mangiano i frutti della terra e rinnovano l’alleanza con il Signore che li ha liberati dalla schiavitù dell’Egitto e li ha condotti attraverso il deserto verso una terra dove scorre latte e miele. Durante i 40 anni nel deserto hanno sperimento la provvidenza di Dio che li ha condotti notte e giorno, e ha dato loro cibo in abbondanza. La celebrazione della Pasqua in Galgala è un momento importante per la storia di Israele, è l’inizio di una fase nuova della vita del popolo, non più errante nel deserto. La manna cessò, Israele sperimenta un nuovo modo di stare con il Signore, di essere il popolo eletto, è infatti, chiamato a custodire e coltivare la terra che ha ricevuto in dono, a farla fruttare, a servire Dio e a benedirlo con il lavoro delle proprie mani. C’è una continuità con l’alleanza del Sinai: essa è data dalla Pasqua celebrata il 14 di Nisan, Israele si riconosce popolo appartenente a Jhwh, un’appartenenza che rende creature nuove, libere.
Nella seconda lettura, l’apostolo Paolo ci invita a riflettere sul dono della nuova alleanza stipulata nel sangue di Cristo e ci esorta a lasciarci raggiungere e accogliere la questa riconciliazione: Dio lo fece peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare giustizia di Dio: noi ingiusti e peccatori veniamo accolti nel seno del Padre, in Cristo morto e risorto per noi diveniamo figli ed eredi del Regno dei cieli.
Il Vangelo è la narrazione della parabola del figliol prodigo, una tra le Parole più conosciute che però sempre ci interpella e ci offre un incontro nuovo con il Padre ricco di misericordia. “In questa parabola Gesù rivela la natura di un Padre che non si da per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto con la compassione e la misericordia, Dio è colmo di gioia soprattutto quando perdona. In questa parabola troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede perché la misericordia è presente come la forza che tutto vince, che riempie il cuore di amore e consola con il perdono.” (Mv 9) In questo Padre “prodigo” di amore si concretizza e si conclude la vicenda della riconciliazione tra Dio e l’uomo. E’ importante collocare la parabola nel suo contesto: farisei e scribi mormoravano perché si avvicinavano a Gesù pubblicani e peccatori: a loro che si ritenevano giusti, ed erano scandalizzati dall’atteggiamento di Gesù, Egli rivela il vero volto di Dio: un Padre che cerca i suoi figli, che ama e perdona. E’ dunque, un invito alla conversione a cambiare il nostro modo di pensare e di agire. Come il figlio minore,siamo chiamati a riconoscere il nostro peccato e a volgerci al Padre, Lui che ci attende per donarci il suo abbraccio di misericordia e rendere anche noi capaci di misericordia e di perdono.
Sorelle Clarisse Monastero San Micheletto
