Dopo, il Vangelo di Gesù nel deserto tentato dal diavolo di domenica scorsa, oggi la liturgia ci presenta Gesù su un altro monte, il Tabor, insieme con i tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni in un quadro di luce. Luce e tenebre si alternano anche nella vita del cristiano, e oggi abbiamo un’altra lezione da parte di Gesù che ci insegna a non indugiare nemmeno nelle cose più sante che passano presto e che sono sì le cose di Dio, ma non sono Dio come dice S. Giovanni della Croce. Gesù sul monte si trasfigura e le sue vesti divennero candide come la neve, mentre si ode la voce del Padre che dice: “questo è il mio figlio prediletto Ascoltatelo”! Vorrei fermarmi su questa parola che è un imperativo. L’ascolto di Gesù si attua nel Vangelo, la buona notizia che Gesù è venuto a portare, quale notizia? Il Padre vi ama al punto da mandare me suo Figlio per darvi la salvezza attraverso la mia morte e la mia risurrezione. Torna bene qui il discorso sull’ ascolto della Parola di Dio che in questo tempo di quaresima la Chiesa raccomanda ai suoi figli; in essa troviamo il codice delle esigenze della vita cristiana. La Parola di Dio meditata e pregata diventa come l’ossigeno per la nostra vita spirituale, ad essa possiamo attingere nei momenti bui come nei momenti sereni: essa risponde a chi vi si accosta con fede ed è proprio l’ascoltare Gesù che ci cambia la vita e ci porta sulla strada della conversione. Terminata quella visione di fronte a Pietro che propone di fare tre tende per rimanere lassù, Gesù non intende indugiare sul monte ma invita gli apostoli a scendere nella valle della sofferenza e della morte, perché sarà là che si compirà il disegno del Padre. Oggi anche a noi Gesù dice: segui me sulla strada della croce, perché solo attraversando quella strada potrai con me risorgere. La vita passa presto, le tribolazioni, passano, ma il regno di Dio è vicino e ascoltando la mia Parola ti sarà più facile entrare e fare festa con Me. Con questo invito celebriamo questa domenica di quaresima. Ogni domenica è la Pasqua di Risurrezione, ora siamo pellegrini nel tempo, un giorno saremo concittadini dei santi in cielo, attraverso una nuova trasfigurazione.
