Essere indipendente da Dio è l’eterna tentazione dell’uomo. E soltanto l’amore verso Dio può fargli vincere questa tentazione. Non è facile considerarsi amministratori e non padroni, ma è questa la verità: Dio è l’Essere, il Creatore, il Tutto. Noi siamo le sue creature, fatte dal nulla. Si tratta perciò di riconoscere e accettare la verità e di considerarla non una ingiusta imposizione o una usurpazione, ma un dato di fatto, una verità assoluta.
E’ Dio che ha creato tutto per amore e a Lui solo va riconosciuta la proprietà di tutto quello che esiste. Dio ha creato l’uomo per renderlo partecipe di tutte le meraviglie da Lui create e la vera giustizia è riconoscere questa realtà, considerarsi destinatari di un’infinità di doni ed essere grati a Colui che ce li elargisce incessantemente, senza nessun merito da parte nostra.
Negare questa realtà o ribellarsi ad essa è un capriccio da bambini, ma un capriccio che può costarci, e di fatto ci costa, assai caro, perché ci mette in contrasto o addirittura ci separa da Colui che è Tutto per noi. Dobbiamo, inoltre, tenere ben presente che il dono più grande che Dio ci fa non sono i suoi doni, ma Se stesso e la capacità di entrare in relazione personale con Lui e di essere chiamati a condividere quasi alla pari la Sua Vita Divina. Dio ci ha creati per amore, ci ha redenti per eccesso d’amore, ci chiama alla pienezza dell’Amore, ossia alla santità.
La cosa più importante per noi è conoscere e riconoscere di essere amati infinitamente da Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, Eterna Comunione d’Amore.
Questa conoscenza ci viene soprattutto dalla lettura assidua, meditata e pregata della Bibbia, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. E’ attraverso la Parola scritta e annunciata che Dio si fa conoscere e ci parla. Ed è la Sua Parola che suscita in noi la risposta, ossia la meraviglia, la contemplazione, la preghiera, il SI’ dell’amore riconoscente e grato.
Se davanti a tanti doni e a tanto amore ci mostriamo indifferenti e ingrati, che cosa deve fare Dio?
La risposta è nel Vangelo di oggi: “…darà la sua vigna ad altri, che gli daranno i frutti a suo tempo…”. Dio è buono, misericordioso e paziente e il tempo è tempo di misericordia. Ma “non ci si può prendere gioco di Dio”, che è Giusto e Santo e ha attuato in Gesù Cristo crocifisso e risorto la vittoria sul male e sulla morte. La nostra morte temporale pone fine al tempo della pazienza di Dio e instaura l’Eternità gloriosa in cui non ha mai più accesso nessuna ombra di male e di ingiustizia.
E’ questa Eternità che attende tutti e ciascuno senza eccezione alcuna.
Il Signore nostro Dio ci aiuti a camminare speditamente verso di essa e a scegliere liberamente e incessantemente Lui e il Suo Amore.
